La comunicazione dei redditi che molti pensionati sottovalutano
Integrazioni, maggiorazioni e assegni legati al reddito si basano su dati che l’INPS deve conoscere. Quando quei dati non arrivano dal Fisco, tocca al pensionato comunicarli: è la dichiarazione reddituale RED.
Molti pensionati pensano che, una volta liquidata la pensione, non ci sia più nulla da comunicare. Per chi riceve un assegno «fisso», legato soltanto ai contributi versati, è in buona parte vero. Ma una quota importante di trattamenti contiene parti che dipendono dal reddito: l’integrazione al trattamento minimo, le maggiorazioni sociali, l’assegno sociale, alcune pensioni ai superstiti. Per queste parti l’INPS ha bisogno di sapere, anno per anno, quanto la persona (e in certi casi il coniuge) ha percepito.
Lo strumento con cui queste informazioni arrivano all’Istituto si chiama dichiarazione reddituale, comunemente RED. Non è una nuova domanda né un modulo da compilare per ottenere qualcosa in più: è un adempimento che serve a mantenere corretto quello che già si riceve.
Perché l’INPS chiede di conoscere i redditi
Le prestazioni collegate al reddito funzionano con una logica semplice: spettano per intero sotto una certa soglia, in misura ridotta quando il reddito si avvicina al limite, e non spettano più quando lo supera. La soglia cambia ogni anno, così come possono cambiare i redditi del pensionato: un affitto che arriva o finisce, una piccola rendita, interessi su un deposito, un’eredità.
È il caso, per esempio, della maggiorazione sociale, la cui componente aggiuntiva nel 2026 è passata da 8 a 20 euro al mese per chi ne ha diritto, come spiegato nel nostro approfondimento su la modifica INPS che riguarda molti italiani. Anche per quell’incremento contano il reddito personale e, per le persone sposate, quello della coppia: un tema che trattiamo a parte nell’articolo su quando il reddito del coniuge conta per la pensione.
Chi deve presentare la dichiarazione
L’obbligo riguarda i titolari di prestazioni previdenziali o assistenziali il cui importo dipende dal reddito. Non tutti, però, devono fare qualcosa in prima persona. Una parte consistente dei dati arriva all’INPS direttamente dall’Agenzia delle Entrate: se si presenta il 730 o il modello Redditi e lì compaiono tutti i redditi rilevanti, l’Istituto li acquisisce in automatico.
La dichiarazione RED serve invece quando l’INPS non può ricavare il quadro completo dal Fisco. Le situazioni tipiche sono queste:
- il pensionato non presenta la dichiarazione dei redditi perché non è obbligato a farlo;
- esistono redditi che non compaiono nella dichiarazione fiscale ma contano per la prestazione, come alcuni redditi esenti, quelli tassati alla fonte o quelli prodotti all’estero;
- contano i redditi di un familiare, per esempio il coniuge, che non sono già noti all’Istituto.
Chi rientra fra i soggetti tenuti alla comunicazione riceve di norma un avviso dall’INPS o lo trova segnalato nella propria area personale. Il calendario e le scadenze della campagna vengono indicati ogni anno dall’Istituto con apposite comunicazioni: è a quelle che conviene fare riferimento, non a date lette altrove.
| Situazione | Cosa succede di solito |
|---|---|
| Pensione solo contributiva, senza parti legate al reddito | Nessuna dichiarazione reddituale richiesta |
| Prestazione legata al reddito, 730 presentato con tutti i redditi | I dati arrivano all’INPS dall’Agenzia delle Entrate |
| Prestazione legata al reddito, nessuna dichiarazione fiscale | Serve la comunicazione RED |
| Redditi esenti, esteri o tassati alla fonte che incidono sulla prestazione | Vanno indicati nella RED anche se si presenta il 730 |
Che cosa si dichiara, concretamente
La RED non è una dichiarazione dei redditi nel senso fiscale. Riguarda i redditi rilevanti per la specifica prestazione, che possono essere diversi da quelli su cui si pagano le tasse. A seconda dei casi entrano in gioco i redditi da lavoro, da pensione, da fabbricati e terreni, alcune rendite finanziarie e i redditi esenti indicati dalla normativa.
Si dichiara anche quando la risposta è «nessun reddito ulteriore»: comunicare di non avere altri redditi oltre alla pensione è a sua volta un’informazione che l’INPS deve ricevere, perché senza di essa non può confermare il diritto. È uno degli equivoci più diffusi, e spesso è proprio il motivo per cui la comunicazione viene trascurata.
Va infine considerato l’anno di riferimento. In linea generale la campagna riguarda i redditi dell’anno precedente, ma per alcune prestazioni rilevano anche i redditi presunti dell’anno in corso. Chi ha avuto variazioni importanti farà bene a chiedere chiarimenti prima di inviare i dati.
Le strade per presentarla
Ci sono tre canali, tutti equivalenti dal punto di vista del risultato.
Online, in autonomia. Dall’area personale sul sito dell’INPS, entrando con SPID, CIE o CNS, si trova il servizio dedicato alla dichiarazione reddituale. Chi ha dimestichezza con gli strumenti digitali può completarla da casa; per orientarsi tra credenziali e menu può essere utile la nostra guida su come entrare nei servizi online dell’INPS.
Tramite un CAF. I centri di assistenza fiscale sono il canale più usato per la RED, anche perché spesso sono gli stessi che seguono il 730. L’INPS stipula convenzioni con i CAF per questo servizio.
Tramite un patronato. I patronati assistono gratuitamente nelle pratiche previdenziali e possono aiutare a capire se la comunicazione è dovuta e come compilarla. Ne parliamo in dettaglio nell’articolo su cosa può fare un patronato per chi è già in pensione.
Prima di sedersi a compilare
Conviene avere a portata di mano la Certificazione Unica dell’anno, eventuali contratti di affitto, gli estratti con interessi o rendite, le certificazioni di redditi esteri e, se rilevante, i dati reddituali del coniuge. Chi si rivolge a un CAF o a un patronato porta anche un documento d’identità, il codice fiscale e l’eventuale avviso ricevuto dall’INPS.
Cosa accade se la comunicazione non arriva
Qui serve chiarezza, senza allarmismi. Le parti della pensione legate al reddito possono essere riconosciute solo se l’INPS dispone dei dati necessari. Se la dichiarazione dovuta non viene presentata, la legge prevede che l’Istituto possa sospendere quelle componenti e, se la situazione non viene regolarizzata entro i termini indicati, revocarle e chiedere la restituzione di quanto pagato nel periodo interessato.
Prima di arrivare a questo l’INPS invia di norma solleciti, e la regolarizzazione è possibile presentando la dichiarazione mancante. Quando i dati arrivano e confermano il diritto, la prestazione viene ripristinata. La ragione per non trascurare la RED, quindi, non è il timore di una sanzione improvvisa, ma il fatto che una comunicazione mancata può interrompere somme a cui si ha diritto e generare, più avanti, conguagli difficili da gestire.
Un esempio per orientarsi
Esempio puramente illustrativo. La signora Anna, 74 anni, riceve una pensione con integrazione al minimo e maggiorazione sociale. Non presenta il 730 perché non è tenuta a farlo. Nell’anno ha però iniziato ad affittare un piccolo box ereditato. L’INPS non può conoscere questo reddito dal Fisco, perché non c’è una dichiarazione fiscale: Anna deve indicarlo nella RED. A seconda dell’importo, la maggiorazione potrebbe restare invariata o ridursi. Se non lo comunicasse, il ricalcolo arriverebbe comunque in seguito, magari con una richiesta di restituzione per più mesi.
Il punto non è l’entità dell’affitto, ma il principio: tutto ciò che può incidere sulla prestazione va fatto conoscere, nel momento giusto e attraverso il canale corretto.
Cosa tenere a mente
La dichiarazione RED riguarda chi riceve prestazioni il cui importo dipende dal reddito, e diventa necessaria quando i dati non arrivano già all’INPS dall’Agenzia delle Entrate. Si presenta online, tramite CAF o tramite patronato; si dichiara anche l’assenza di altri redditi. Chi non è sicuro di dover fare la comunicazione può controllare eventuali avvisi nella propria area personale, chiedere al Contact Center dell’Istituto oppure farsi aiutare da un patronato. E ogni tanto vale la pena dare uno sguardo al cedolino: le voci legate al reddito sono quelle che, più di altre, dipendono da questo piccolo adempimento.
Fonti
- INPS — Sito istituzionale — servizi per la dichiarazione reddituale, avvisi e scadenze delle campagne annuali
- INPS — Notizie e comunicati — comunicazioni periodiche sulle verifiche reddituali dei pensionati
- Agenzia delle Entrate — dichiarazione dei redditi e Certificazione Unica
- Normattiva — Banca dati delle leggi — testi normativi su obblighi reddituali e prestazioni collegate al reddito
Articolo a scopo informativo generale, aggiornato alla data indicata. Non è un sito INPS e non offre la presentazione di domande o il riconoscimento di prestazioni previdenziali. Gli importi citati sono quelli fissati dalle norme o esempi illustrativi: ciò che spetta al singolo dipende dalla sua posizione. Le informazioni personali si verificano sui canali ufficiali dell’Istituto o con un patronato abilitato.


